Magli, mulini e fucine lungo il torrente Stabina

Vissuta per secoli lontano dai grandi centri ma ben caratterizzata nel passato da un’attività propria, favorita dalla ricca presenza di acque e di risorse minerarie. Valtorta divenne per queste ragioni un’importante tappa della “Via del ferro”, che collegava l’Alta Valle Brembana alla Valsassina.
Il paese costituisce ancora oggi un borgo storico caratteristico, con un centro ben conservato e una manciata di frazioni appollaiate su pendii scoscesi intervallati da boschi misti, dominato dalle cime del Pizzo dei Tre Signori e del Zuccone Campelli.
Della sua storia millenaria, costellata dalla presenza di illustri dominatori – feudo dell’arcivescovo di Milano e dei Visconti prima, vicariato con statuto autonomo della repubblica Veneziana poi – restano tracce evidenti. Altrettanto vive sono però le testimonianze di un’identità precisa, segnata da fatica, laboriosità, impegno e, sempre, accompagnata da fede e pazienza incrollabili. Con la consapevolezza di questa prevalente ed autentica dimensione del quotidiano, la primitiva idea di istituire a Valtorta un Museo per la conservazione degli oggetti del passato e che hanno segnato la vita di intere generazioni, si è ampliata in una proposta di originale rinascita culturale che coinvolge oggi tutto il paese. Sono state così ripristinate antiche strutture produttive – mulini, fucine, segherie – che furono la principale fonte di sussistenza dell’intera comunità: il recupero consente di meglio comprendere le vicende umane ed economiche della valle, definendo percorsi antropologici a completamento della preziosa raccolta conservata nel Museo.

SegheriawebLa segheria della Val Marcia
Un’originale torre campanaria in pietra locale, collocata al centro di una piccola piazza, accoglie il visitatore all’ingresso di Valtorta, quasi a segnare l’inizio del percorso museale che si snoda lungo tutto il paese.
Al primo mulino, originariamente della famiglia Canfer di Ubiale qui trasportato e ricostruito in prossimità del torrente, si è Panorama-verticalewebaggiunta da poco l’installazione della segheria idraulica, un edificio a un piano, con solide pareti in pietra e la copertura in lastre di ardesia. Anche questo fabbricato non è originario di Valtorta: proviene infatti da Dossena, ma riproduce fedelmente le caratteristiche della struttura per la lavorazione del legno. Il lato che si affaccia a valle è completato da un portico dove è alloggiata la ruota ad acqua in legno e ferro che alimenta il meccanismo all’interno: un completo sistema di ingranaggi consente il movimento della sega e del relativo banco mobile.

 

 

Magli, mulini e fucine lungo il torrente Stabina
La lavorazione del metallo, prima estratto dalle locali miniere e poi importato da altri valli bergamasche, e la macinazione di cereali destinati alla sopravvivenza, portarono alla costruzione di un maglio e di un mulino lungo l’antica mulattiera per le contrade di Costa e Casletto, Mulini-coertinawebin posizione strategica oltre il ponte romanico in pietra del Bolgià, alla confluenza tra la valle di Caravino e la Val Grobbia. Il torrente Stabina costituì per secoli la forza idraulica degli impianti. Il ripristino del bacino di raccolta e di condotta dell’acqua e la rimessa in funzione dei due meccanismi, con la disposizione all’interno degli attrezzi tipici delle attività di macinazione e di metallurgia, hanno ridato vita alle strutture diventate parti integranti dell’itinerario che si snoda in paese.Macinaweb
Presso la cascata è stata recentemente recuperata anche una fucina organizzata con cinque banchi di lavoro, probabilmente una tradizionale “chiodarola” per la produzione di chiodi. L’edificio era stato distrutto e sommerso da un’alluvione nel 1890.
L’apertura di un tratto dell’antica miniera, in località Frer, e della calchera, una piccola fornace per la produzione della calce in frazione Fornonuovo, sono fra i gli ultimi interventi di ampliamento del percorso.

 

 

IL MUSEO DIFFUSO
Il riconoscimento dell’ “Ecomuseo di Valtorta” premia l’idea originaria dei fondatori di far rivivere la civiltà dell’Alta Valle Brembana attraverso la riscoperta e la valorizzazione dei segni materiali che la caratterizzavano. L’Ecomuseo interessa infatti lo spazio di una comunità, nella sua trasformazione storica: strumenti di lavoro, mobili, arredi, case, ma anche luoghi e percorsi storici del territorio sono così parti integranti di un sistema museale che coinvolge l’intero paese di Valtorta.
Il rinnovato interesse per le tradizioni del passato, non ultime quelle gastronomiche con i rinomati formaggi o quelle dell’artigianato, offre nuove prospettive per il futuro turistico dell’Alta Valle Brembana, in grado di soddisfare esigenze diverse e di perseguire stimolanti occasioni di sviluppo ecocompatibile.

Un articolo di: Liliana Moretti

Fotografie: ©Luca Lucchetti

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