Fausto Bertasa

Fausto Bertasa nasce a Bergamo nel 1953, La sua carriera, iniziata negli anni ’70, lo porta ad esporre in numerose gallerie e svariati musei, in Italia ed all’estero, aggiornando costantemente l’immagine del proprio lavoro, diviso tra pittura, fotografia ed installazioni.
Nella Milano degli anni ’80, Fausto Bertasa collabora con il gallerista Luciano Inga-Pin, con cui raggiunge la consacrazione artistica, in Italia ed Europa, esponendo nelle maggiori città del continente e presenziando a numerose fiere internazionali.olio-su-tela
Proponendo al pubblico un’arte chiamata “Arte Fredda”, Fausto Bertasa inizia così un lungo percorso artistico e creativo, che lo porta ad essere testimone del tempo in cui egli vive, usando nel suo laboratorio visivo le immagini di tutti i giorni, frammenti di realtà che, dalle strade, dai rinnovati media, dai nuovi strumenti elettronici, finiscono per diventare linguaggio del quotidiano, centro delle tematiche che le sue opere intendono affrontare. Così, mentre l’arredo urbano rinnova costantemente il suo guardaroba, anche l’artista aggiorna l’immagine del proprio lavoro, creando forme visive, entità estetiche, utilizzando nelle sue opere tutti quei simboli di riconoscimento della nuova società, quali codici a barre, numeri digitali, schermi e tasti, nonché il “fattore lettering”, ossia tutto l’insieme delle varie scritte che accompagnano i prodotti, marchi, insegne pubblicitarie, sempre più codici visivi della realtà contemporanea. Così, pur proponendo anche colori sintetizzati in opere fotografiche, la vasta produzione di Fausto Bertasa si caratterizza per l’uso della pittura, con la quale l’artista racconta e descrive i linguaggi del suo tempo.
Fausto Bertasa presta un’attenzione particolare per la tecnica e per le scelte espressive legate al mondo della pittura, dall’estrema accuratezza della scelta di toni e colori, sino alla genialità del riconoscimento delle forme più adatte, e 2-MAUSEdei tratti e segni più consoni a descrivere la contemporaneità.
Nel corso della sua carriera, Bertasa dialoga con quanto accade intorno a lui, attingendo da un mondo in costante divenire, disponendo quindi di un’infinità di frammenti che, in pura chiave post-moderna, finiscono per ritrovarsi nei suoi dipinti, che talvolta prendono la forma di un quadro, talvolta di un tasto colorato o di un grande mouse-pad o di una grande scheda telefonica. Nelle opere di Fausto Bertasa sono rintracciabili inoltre materiali di vario tipo: tele di yuta, fogli di carta o di metallo leggero, plastica, bronzo, legno, tavole fotografiche, e tutti quei materiali che si ritrovano ineluttabilmente al centro del nostro quotidiano..
L’attenzione di Fausto Bertasa per il divenire delle simbologie del suo tempo include pure una personale ricerca sul concetto di ‘viaggio’, ormai sempre più raccordo tra “non-luoghi”, zone di smistamento, come gli aeroporti, caratterizzati in modo globalizzante da analogie simboliche, fulcro di un’estrema freddezza comunicativa ed emozionale, in cui le differenze e le peculiarità possono trasparire solo dalla simbologia e dalla comunicatività delle scelte grafiche che si trovano attorno a noi .
Fausto Bertasa può esseTritticore considerato uno dei maestri della sua epoca, sia per l’estrema originalità del suo percorso artistico che per l’interesse suscitato dai temi da lui proposti, sia per il livello altissimo della sua pittura, tanto nella tecnica che nelle scelte tonali.
Una sua opera, “XCE”, fa parte della Collezione Farnesina, a Roma, presso il Ministero degli Esteri, mentre altre si trovano in vari musei in Italia e all’estero.

fausto.bertasa@gmail.com

 

 

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