Entrano nel vivo in Valgandino “I GIORNI DEL MELGOTTO” 2017

Entrano nel vivo in Val Gandino  “I GIORNI DEL MELGOTTO” 2017, dedicati all’eccellenza del Mais Spinato di Gandino.

Appuntamenti enogastronomici, ma anche attività didattiche in campo ed incontri per il rilancio di nuove attività legate alla lana ed alla seta.

 Nell’anno in cui Bergamo è Capitale Europea della Gastronomia, la Val Gandino mette in vetrina l’eccellenza unica ed inimitabile del Mais Spinato. In coincidenza con la stagione del raccolto tornano infatti sino al 22 ottobre “I Giorni del Melgotto”, che propongono una miriade di eventi legati a cultura, coltura e…cottura del Mais Spinato, arrivato qui agli inizi del ‘600

Un calendario ricchissimo (www.mais-spinato.com) con attività destinate a ragazzi e famiglie, ma anche seminari di approfondimento per promuovere nuove eccellenze legate (è il caso di dirlo) a doppio filo alla storia della Val Gandino: la lana e la seta. Grazie all’appoggio del Comune di Gandino, sono nati progetti di valorizzazione tesi a dare evidenza e pregio a due produzioni a rischio d’estinzione, oggi più che mai utili opportunità di rilancio.

La Sagra dello Spinato

Per i buongustai l’appuntamento principe de “I Giorni del Melgotto” è per sabato 14 ottobre (con replica gastronomica domenica 15 ottobre) quando si passerà “dal campo alla tavola” nell’arco di una sola giornata. La “Sagra dello Spinato” prenderà il via sin dal mattino, con la raccolta in campo delle pannocchie in località Cà Parecia. Nel pomeriggio sulla piazza del municipio è in programma la festa agreste con la tradizionale scartocciatura, musica ed i laboratori del cibo. In serata l’appuntamento da non perdere con le eccellenze enogastronomiche della Valle. In una vera e propria cena di gala, in ambienti coperti e riscaldati in caso di maltempo,  a farla da padrone sarà, il Mais Spinato, grazie al quale in questi anni è nata un’ incredibile filiera di prodotti: alla classica farina da polenta si affiancano infatti gallette, frollini, gelato, birra, chiacchiere, camisocc e molto altro. In piazza ci saranno polenta, formaggi, salumi e specialità di carne, ma anche la classica “Spinata”,  pronta a rivaleggiare con successo con pizza e piadina.

Il Mais Spinato di Gandino

Il Mais Spinato di Gandino è un’antica varietà bergamasca che arrivò nel borgo della Valle Seriana, in provincia di Bergamo, nei primi decenni del 1600. E’ una varietà altamente qualitativa della famiglia dei mais vitrei o semivitrei. Fu il primo mais a giungere in Lombardia. Un progetto territoriale che oggi coinvolge l’intera Val Gandino (che comprende Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano S.Andrea e Peia) è nato in collaborazione con il Crea – Unità di Maiscoltura del Ministero dell’Agricoltura, che ha sede a Bergamo dal 1926. Le colture sono tutelate dalla De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine), una DOC locale ideata da Luigi Veronelli. Il Mais Spinato di Gandino è tutelato come varietà agricola da conservazione ed i suoi semi sono conservarti nel Global Seed Vault, il deposito mondiale dei semi da salvare creato sotto i ghiacci delle Svalbard in Norvegia. Ad Expo Milano 2015 la Comunità del Mais Spinato di Gandino è stata partner scientifico del Cluster Cereali e Tuberi. Dal 2016 le gallette di Mais Spinato di Gandino accompagnano le degustazioni mondiali “Benvenuto Brunello” del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

Lana e seta in Val Gandino

“La Val Gandino – sottolinea Filippo Servalli, past president della Comunità del Mais Spinato ed oggi vicesindaco di Gandino –  è per antonomasia e da secoli culla privilegiata delle attività tessili d’eccellenza. Nei secoli le fortune del borgo medievale di Gandino, della dinamica e volitiva comunità di Leffe e dei centri di Casnigo, Peia e Cazzano S.Andrea sono cresciute di pari passo con il dialogo virtuoso fra il mondo agricolo (in particolare allevamento ovino e dei bachi da seta) e quello artigianale, che ha affinato attività manifatturiere di rara qualità, in molti casi ancor oggi uniche ed inimitabili”.

A tutto questo si è aggiunta nei secoli un’intraprendenza commerciale non comune che ha portato i mercanti di pannilana gandinesi in ogni angolo d’Europa ed il “copertini” leffesi sulle piazze di tutta Italia, con il tipico incanto. Frutti evidenti sono la tintura a Gandino delle camicie rosso scarlatto dei Mille di Garibaldi, le ricchissime dotazioni della Basilica di Gandino, delle chiese sussidiarie e del Museo di arte sacra (antiche sete, pizzi, merletti e tessuti ne fanno una delle massime realtà mondiali del settore), nonché il Museo del Tessile “Martinelli Ginetto” di Leffe, che propone una filiera di macchinari tessili funzionati, dominati dal grande torcitoio per la seta cui lavorò anche il grande Leonardo da Vinci.

Oggi lo sviluppo di progetti di consulenza di altissimo livello in campo agricolo ed industriale voluti dal Comune di Gandino, consente di aprire gli orizzonti di sviluppo per seta e lana, che tornano ad essere centrali nel modello di sviluppo della Valle, forte dell’esperienza virtuosa del Mais Spinato di Gandino. In tal senso gli incontri di venerdì 6 ottobre a Peia (punto di partenza dell’antica Via della Lana) e del 13 ottobre al Museo del Tessile a Leffe segnano l’inizio di una nuova era.

 

 www.mais-spinato.com –

mais.spinato@gandino.it 338.5336162

Antonio Rottigni  340.7531314 – a.rottigni@gmail.com

Filippo Servalli 335.5696783 – filippo.servalli@gmail.com

 

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