Adda, da una sponda all’altra con il traghetto leonardesco

 

Quando a Bergamo il sole allieta i week-end e ci si vuole concedere qualche ora di relax bisogna solo “vagare” per la provincia e cogliere una delle tante e varie opportunità che questa offre. La sua parte occidentale, chiamata Isola bergamasca perchè racchiusa dai corsi dell’Adda e del Brembo, è tutta da scoprire. Se la voglia di natura si accompagna a una curiosità “ingegneristico-meccanica” e alla passione per la storia, una buona occasione è proposta da Villa d’Adda, sull’estrema propaggine a ovest dell’Isola, a diciotto chilometri dal capoluogo.

Una volta arrivati in paese l’indicazione per il porto è suggestiva e, ancor più, il paesaggio naturale e rigoglioso che si apre alla vista quando vi si giunge, dopo aver lasciat4Traghettovilladadda400o le auto ai parcheggi, e finalmente si può ammirare il fiume che separa la provincia bergamasca da quella lecchese e qui, in particolare, Villa d’Adda da Imbersago.

A Villa d’Adda l’argine forma delle spiaggette d’erba che ospitano soprattutto famiglie e compagnie amanti dei picnic; il lungofiume lecchese, invece, ombreggiato grazie alle ricche fronde degli alberi, è l’ideale per camminate e gite in bicicletta.

Le due sponde sono vicine ed è possibile raggiungere in pochi minuti il paese di fronte con la fiabesca (ed economica) traversata offerta dal cosiddetto “traghetto leonardesco”, dal nome di Leonardo da Vinci che, secondo la tradizione, ne studiò il progetto quando si trovava a Milano alla corte di Ludovico il Moro.3Traghettovilladadda400

La chiatta è affrancata alle rive con una fune d’acciaio e si muove silenziosamente di sponda in sponda grazie alla corrente fluviale e all’azione del manovratore sul timone. Passeggeri, ciclisti e anche affezionati alle quattro ruote giungono così da Villa d’Adda a Imbersago, e viceversa, senza l’utilizzo di un motore rumoroso e inquinante.

I cigni, i germani reali e altre specie della fauna aviaria locale, abitanti della zona, accompagnano il traghetto e divertono i passeggeri rincorrendosi.

Fotografie e testi di Cristiana Bagattini.

Adda, da una sponda all’altra con il traghetto leonardesco

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